DURO CON SE STESSO,
TENERO CON I FRATELLI
1546 2. E veramente i primi frati e quanti vennero
dopo di loro, per molto tempo, erano soliti strapazzare il
proprio corpo non solo con una esagerata astinenza nel mangiare
e nel bere, ma anche rinunciando a dormire, non riparandosi
dal freddo, lavorando con le loro mani. Portavano direttamente
sulla pelle, sotto i panni, cerchi di ferro e corazze, chi
poteva procurarsene, o anche i più ruvidi cilizi che
riuscivano ad avere.
Ma il padre santo, considerando che con tali asprezze i fratelli
avrebbero finito per ammalarsi, - e taluni in breve tempo
erano effettivamente caduti infermi, - durante un Capitolo
proibì loro di portare sulla carne null'altro che la
tonaca.
Noi che siamo vissuti con lui, siamo in grado di testimoniare
a suo riguardo che, dal tempo che cominciò ad avere
dei fratelli e poi per tutta la durata della sua vita, usò
discrezione verso di loro bastandogli che nei cibi e in ogni
altra cosa non uscissero dai limiti della povertà e
dell'equilibrio, cosa tradizionale tra i frati dei primordi.
Quanto a se stesso, invece, dal principio della conversione,
prima di avere dei fratelli, e ininterrottamente per tutto
il tempo che visse, fu molto duro, sebbene fin da ragazzo
fosse fragile e debole di costituzione, e quando era nel mondo
non potesse vivere se non usandosi molti riguardi.
Una volta, notando come i frati già debordavano dai
limiti della povertà e della discrezione sia nei cibi
che nelle altre cose, disse ad alcuni, con l'intenzione di
rivolgersi a tutti: «Non pensano i fratelli che al mio
corpo sarebbe necessario un vitto speciale? Eppure, siccome
devo essere modello ed esempio per tutti i fratelli, voglio
che mi bastino alimenti da povero e oggetti grossolani ed
esserne contento».